Residui attivi dei bilanci comunali: Bologna tra le dieci città più virtuose d’Italia

Residui attivi dei bilanci comunali: Bologna tra le dieci città più virtuose d’Italia

Da Il Sole 24 Ore arriva un importante riconoscimento per il Comune di Bologna.

Nell’edizione del 19 novembre infatti il quotidiano economico pubblica una tabella che riepiloga la situazione dei Comuni italiani capoluogo di Provincia per quanto riguarda i cosiddetti “residui attivi”: si tratta delle entrate – provenienti sia dai tributi sia dalle tariffe – iscritte a bilancio, e quindi accertate, ma mai effettivamente riscosse. I residui attivi cumulati di anno in anno si sommano e vanno a costituire lo stock attuale, che è precisamente l’oggetto di indagine de Il Sole 24 Ore: il quotidiano stesso precisa che più tali entrate sono datate, più diventa difficile incassarle (la stima è che il tasso di riscossione a due anni sia del 48% per i tributi e inferiore al 27% per le entrate extra-tributarie).

Il rapporto percentuale tra i residui attivi e le entrate totali del Comune è un prezioso indicatore: più è basso, più il bilancio è pulito e solido.

Come si classifica Bologna nel panorama di tutti i capoluoghi di Provincia? Tra le migliori dieci città italiane, con una percentuale di residui attivi pari a solo il 7,3% (la migliore è Bergamo con il 2%, mentre Napoli chiude la classifica con il 221%).

Il grafico che segue riporta i valori per tutte le città italiane di almeno 200.000 abitanti, tra le quali Bologna è al primo posto.


A fare bella figura è comunque l’intera Emilia Romagna, le cui città si collocano tutte in ottima posizione (il grafico che segue mostra i valori di ognuna): la peggiore si trova comunque tra le migliori 50 città italiane, ma non solo: tra le dieci città italiane più virtuose, ben cinque sono dell’Emilia Romagna, e tra queste c’è Bologna.

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